Dalla presentazione della mostra di Frosinone [ prof. Mario Celletti ]

Armando Sodano

Nella sperimentazione continua, instancabile, nell’affannoso ricercare, Armando Sodano segue tracce diverse in cui evoca immagini riconoscibili o frammenti di esse: nel recupero di suggestioni visive si “leggono” evidenti o appena percettibili forme arcaiche, primitive, sistemi stellari e occhi-solari che irradiano luci a raggiera, costellazioni perse nel cosmo di un cromatismo luminoso, immagini spaziali di mondi inconosciuti, croci inscritte in cerchi-orbite alchemiche in cui il riguardante vortica perdendo riferimenti spazio-temporali.

Ma anche nelle esperienze pittoriche che presentano più espliciti i riferimenti simbolici si sente la forte aspirazione all’astrazione figurale.
L’ irrefrenabile pulsione di libertà totale - evidente nel linguaggio pittorico ma riconducibile anche ad una necessità esistenziale - lo spinge inesorabilmente a depurare la sua pittura da riferimenti naturalistici o figurativi per avventurarsi in regioni remote - dove non arrivino gli echi di una società giunta al capolinea della storia, il cui degrado è ormai irreversibile - alla ricerca di un mondo “altro”.

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