Gian Battista Morana

Armando Sodano

Acquerello, lo dice la parola stessa, tecnica pittorica basata sull’uso dell’acqua, molta acqua: il colore fortemente diluito acquisisce trasparenza, diviene velatura.
Caratteristica fondamentale quindi di questa tecnica è la trasparenza cromatica che, per sovrapposizioni leggere sulla carta, permette all’artista di entrare “mescolarsi, sciogliersi, perdersi egli stesso” nel mondo dei colori, ricercando nelle infinite possibilità di sviluppo della scala cromatica. Tanta acqua inoltre fa scivolare rapido il colore sulla superficie pittorica e il pennello dell’acquerellista non può che muoversi con gesto veloce e ampio, affermando ogni velatura nell’immediato.
Ed è proprio la velocità di esecuzione, insieme alla possibilità di diluire e ricercare il colore quasi direttamente sul supporto pittorico, che porta Armando Sodano ad identificarsi con tale possibilità di espressione. Conosco bene tutto l’iter creativo dell’artista, i primi oli, la breve parentesi di interessanti disegni, nonché tutta la produzione di acquerelli, siamo amici da molto tempo e posso dire che ogni sua espressione è sempre stata ricca di movimento, di colore e segno magmatico in continuo deflusso, è un movimento che parte rapido e inarrestabile da dentro per affermarsi all’esterno; la sua è una pittura radicalmente espressionista, forte di energia e tensione interiore.
L’acquerello di Sodano dunque non è un acquerello delicato, statico e sereno, ma è costituito da una pennellata sempre viva, pulsante, stesa con primordiale durezza. E’ proprio questo lo spirito che emerge dalle sue creazioni, soprattutto quando dipinge paesaggi in cui predominano il mare e il cielo, elementi paesaggistici da sempre ricorrenti con i quali è piena identificazione, molto spesso tradotti di impulso in moti di tempesta, ora da venire, ora in atto: è una pittura che evolve nel momento stesso in cui si compie.
L’atteggiamento di questo artista inquieto, sempre operoso, è atteggiamento dinamico di ardente ricerca e il soggetto paesaggistico è solo il pretesto, il terreno sul quale muoversi per scoprire ed esprimere l’energia interiore, la sua forza creativa, la quale negli ultimi lavori forse è un po’ volutamente contenuta, come a voler imporsi una sosta per studiare se stesso in nuovi percorsi di sviluppo, ma il singolo tratto pittorico "carico" non tradisce l’essenza.

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