A.Sodano - Sogni e speranze

Armando Sodano


Il tempo ha distrutto ciò che l’uomo ha edificato,
così più incantevole è il rudere con il suo fascino caduco,
la natura si riprende i suoi brani con la stessa energia donata dal tempo che l’ha creata.

Nell’attimo in cui tutto tace, in silenzio,
le fate ci invitano a visitare la loro dimora,
le ombre ci indicano la strada. Avanti…oltre il regno.

Case e balconi, muri e finestre affacciate che reclamano vita.

Apro spiragli di luce che abbracciano lampioni spenti,
vecchi simboli di razio decadute.
Venite foglie e rami, ombre e uomini, testimoni di delitti e castighi.

Mattoni di argilla e legno di castagno separano realtà e fantasia,
il sogno può ancora aspettare,
chiuso in un androne buio, si aprirà d’incanto alla vita.

E’ soltanto un luogo, un posto come un altro
destinato dagli uomini agli uomini.
Destino di preghiere e partecipazione,
il teatro naturale per recitare ed applaudire
le sante virtù che ci difenderanno dal prossimo futuro.

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